Balestrino

Petrosciana: Oratorio di Santa Maria Maddalena

Nel contesto del Giubileo della Misericordia, con decreto del 6 giugno 2016, la Congregazione per il Culto Divino e per la Disciplina dei Sacramenti, per espresso desiderio di Papa Francesco, ha elevato la celebrazione di Santa Maria Maddalena da memoria obbligatoria a giorno di festa.

La tradizione ecclesiale in Occidente, non senza problematicità di carattere esegetico, identifica nella stessa persona Maria di Magdala, la donna che versò il profumo di nardo nella casa di Simone, il fariseo, e la sorella di Lazzaro e di Marta. S.Tommaso d'Aquino la definì “Apostolorum apostola”, Maria Maddalena fu infatti la testimone oculare del Cristo Risorto, la prima a darne testimonianza agli Apostoli.

Rivolto a lei il “Noli me tangere” suona di invito per tutta la Chiesa a non cercare sicurezze umane e titoli mondani ma la fede in Cristo vivo e risorto.

Con queste premesse la celebrazione della festa di Santa Maria Maddalena in Petrosciana ha avuto quest'anno un particolare rilievo ed un accresciuto significato.

Sabato 23 luglio, il giorno seguente alla dedicazione, le comunità parrocchiali di Stazzema e di Fornovolasco, raggiunto l'Oratorio attraverso i sentieri che scendono dalla foce e salgono dal fondovalle, hanno partecipato alla Messa concelebrata dal parroco titolare don Simone Binelli e da quello putativo don Felice del Carlo.

Come dal Breve di Papa Pio VII del 18 giugno 1805, i fedeli che pentiti, confessati e ristorati con la santa comunione si sono recati nell'Oratorio per “rivolgere al Signore preghiere per la pace fra gli stati cristiani, per superare gli errori umani e per onorare santa Madre Chiesa “ hanno lucrato l'indulgenza plenaria. Pur nelle mutazioni delle declinazioni storiche e lessicali resta la sostanza dell'invito all'incontro fra i popoli: il recentissimo decreto dell'elevazione del culto di Santa Maria Maddalena invita infatti ad un' evangelizzazione che voglia “accogliere, senza alcuna distinzione, uomini e donne di qualsiasi razza, popolo, lingua e nazione”.

L'incontro di fede e di convivialità ( al momento religioso ha fatto seguito una pausa di ristoro nel cortile di Casa Papanti ) ha ribadito riti e legami antichi e sottolineato nuove premesse.

Le vicende dell'Oratorio, che fa parte della parrocchia di Santa Maria Assunta e ricade nel comune di Stazzema ancorché situato nel crinale garfagnino, dicono di un'appartenenza condivisa, offrono un luogo di incontro spontaneamente sorto su un sentiero di pellegrinaggio.

Le vicende dell'oratorio sono complesse. Si tratta della terza edificazione, nel 1786 ( come riporta la lapide in facciata ), della chiesa intitolata a Santa Maria Maddalena.

La prima e la seconda chiesa, di cui sono ancora presenti i ruderi conosciuti come la Chiesaccia, si trovavano più in basso di circa 200 metri presso il corso della Turrite.

Fra il primo ed il secondo edificio correva, come si apprende dal terrilogio conservato nell' Archivio Parrocchiale di Stazzema, una distanza di dodici pertiche stazzemesi, circa trenta metri.

La Chiesaccia, che fungeva anche da ospizio , fu edificata nel 1627, come si legge in facciata, e consacrata due anni dopo. Insisteva su un importante diverticolo della via Francigena, poi via Ducale, arteria di collegamento fra la Versilia Storica e la Garfagnana.

Decresciuta l'importanza del pellegrinaggio e venuta meno la presenza dei monaci agostiniani trasferitesi nel frattempo a Valdicastello di Pietrasanta, su istanza degli abitanti di Petrosciana e degli abitati limitrofi , fu edificato presso Petrosciana di Sotto, l'oratorio ancora in funzione.

La mattina del 5 luglio 1787 , previa la bontà di Monsignor Arcivescovo di Lucca Martino Bianchi, fu benedetto il nuovo oratorio dopo essere stato profanato l'antico fabbricato giù nel canale: del quale fabbricato , da Monsignor Arcivescovo Giuseppe Palma, trentacinque anni prima, in occasione della visita pastorale puntualizzata con decreto del 23 giugno 1752, erano stati rilevati limiti e difetti dovuti ad incuria nella conduzione.

In quella circostanza venne riconosciuta e ribadita l'intitolazione a S.Maria Maddalena come unica, venendo cassati i nomi di Santa Margherita e di S. Anna, sante invocate dalle partorienti. Ma questa è un'altra storia da raccontare a parte.

Circa un secolo dopo la sua edificazione il “nuovo” oratorio fu abbellito dal campanile per volontà di Vittorio Papanti- Pelletier di Pisa, Cavaliere priore dell'Ordine di S.Stefano, sposo di Rosa Catelani di Stazzema.

Quando nel 1982 il tetto fu distrutto da un fortunale, Don Felice del Carlo, la famiglia Papanti e la popolazione della valle si adoperarono tenacemente per il restauro in virtù del quale l'oratorio è oggi ancora agibile.

Alla celebrazione legata al culto di S.Maria Maddalena ha fatto seguito il 15 agosto, come ogni anno, quella di S.Maria Assunta, patrona della Parrocchia di Stazzema.

Un oratorio vivo, nonostante l'ubicazione, un luogo ancor più significativo nell'anno giubilare e per l'intitolazione a Maria Maddalena, che invita a dare rilevanza al tema della dignità e del ruolo della donna nel mondo e nella chiesa.

Anna Guidi

(Articolo pubblicato su "Toscana Oggi" dell’11 settembre 2016)

Commenti

02-01-2017 - 13:01:14
Caterina Giannotti

Quante cose si scoprono. La ricerca storica ferma il tempo.

05-03-2017 - 21:03:23
Caterina Napoli

Nella contraddizione tutta umana della figura di Maria di Magdala, la Maddalena, trova giustificazione la titolazione dell'Orarorio di cui Anna Guidi ci racconta storia e dettagli, contestualizzandolo all'interno di un lungo arco temporale. Viene voglia di visitarlo, dopo questa dotta e particolareggiata descrizione. In una primaverile giornata di sole, o, perché no, in una mattina d'autunno, quando la luce che filtra attraverso le foglie, ormai dorate, ne accentua la sacrale spiritualità. Grazie, Anna, per concederci di approfondire la conoscenza di questo piccolo nascosto gioiello.

09-03-2017 - 09:03:33
Martina Pucci

Una figura femminile certamente importante. Affascinante anche l itinerario storico-naturalistico

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